Emozioni incantate nel casello ferroviario lungo la ciclabile.
15/01/2024

Emozioni incantate nel casello ferroviario lungo la ciclabile.

Da sempre i caselli ferroviari sono luoghi impregnati di sensazioni: malinconia, nostalgia, intraprendenza, paura, entusiasmo, dolcezza.

Questo perché si tratta del luogo di passaggio per eccellenza - curiosamente, molto più degli aeroporti, che forse portano più lontano, ma sono creature moderne, che tra i mille passaggi del check in e dell'imbarco sfilacciano la magia di una partenza, o di un arrivo.

I treni non si comportano così: sono vecchi, molto più vecchi di chiunque cammini su questa terra in questo momento, e alla loro veneranda età hanno ormai acquisito un'autentica saggezza. Un treno non deruba due innamorati della tenerezza dell'addio, non impedisce a una madre di correre sulla banchina per salutare con la mano il figlio in partenza, rispetta l'ultimo abbraccio sul predellino, un momento prima che il capotreno fischi la partenza.

In Giappone esiste una stazione fantasma, Seiryu Miharashi Eki, che non porta da nessuna parte: è famosa proprio perché, essendo solo una piattaforma sollevata sul fiume Nishiki, il suo unico scopo è quello di ricordare ai viaggiatori l'importanza di fermarsi, raccogliersi in se stessi e concedersi un momento di tregua dalla frenesia della vita quotidiana.

Non è un caso che un compito così preciso e delicato sia stato attribuito, tra tutti i luoghi possibili, proprio a una stazione del treno: si tratta, appunto, di riconoscere a questo luogo il suo profondo ascendente sulla vita umana.

Così, anche noi abbiamo voluto rendere omaggio a un casellino ferroviario costruito lungo la la ferrovia, ora diventata una splendida ciclabile, che ormai da tempo non vede più il passaggio di alcun treno, ma conserva ancora il ricordo delle vecchie rotaie su cui questi giganti di ferro hanno accompagnato, sferragliando sulla terra, le vite di più persone di quante se ne possano conoscere in una vita intera.

Si tratta di una piccolo casello in disuso, che certo non ha potuto vedere imponenti transumanze umane, ma proprio per questo ha invece potuto vivere il momento in cui un'ipotesi, un sogno, un'ambizione iniziano: quello in cui il piede lascia il suolo di casa per salire sul predellino di un treno che è solo il primo di tanti.

È certamente un'eredità importante, quindi che farne? Cosa si costruisce sulle ceneri di un cimitero indiano? E cosa sulle vecchie rotaie di una stazione? Un altro luogo di passaggio. La pista ciclabile che oggi offre ai biciclisti uno splendido panorama a picco sul mare.

Chissà se questo piccolo casellino diventerà una piccola caffetteria accogliente, col campanellino alla porta e il profumo di brioches fresche al mattino, oppure un più moderno lounge bar per aperitivi al tramonto: non lo sappiamo…..comunque ci è sembrato il tributo giusto da dedicare a questo crocevia di esistenze; il modo di rinnovare il suo scopo anche solo nell’immaginazione.

Forse non è al tavolo di un bar che si sceglie di partire per un luogo viaggio, ma chi di noi non ha mai conosciuto il piacere di un caffè con un amico che doveva essere veloce - ma non lo è mai? Ci prendiamo un caffè; non è forse la frase che utilizziamo quando vogliamo riallacciare i rapporti con qualcuno, magari nel tentativo di non risultare troppo invadenti?

E non è la frase più sdoganata per iniziare a conoscere qualcuno, per invitarsi l'un l'altro senza ancora promettersi nulla?

E non è al tavolo di una caffetteria che J.K. Rowling ha iniziato a scrivere le avventure del piccolo mago che noi tutti conosciamo?

Se le risposte a queste domande sono tutte sì, allora possiamo dire che una caffetteria lungo il ricordo dei binari è certamente l'erede migliore di una vecchia stazione ferroviaria, che possiede in sé le esatte dosi di romanticismo, allegria e fascino della ricetta dei luoghi di passaggio. Quindi, ci prendiamo un caffè?

Web Marketing e Siti Internet Omnigraf - Web Marketing e Siti Internet