13/11/2023

Quello che le donne dicono

Toccare le corde più profonde della nostra sensibilità è sempre stato il compito e la vocazione degli artisti, ma spesso nella frenesia della routine quotidiana, quando anche i momenti di svago come un concerto rischiano di essere rigidamente schedulati, rendiamo difficile a queste persone piene di talento raggiungere i nostri cuori.

La sera del 2 novembre, al teatro Ariston di Sanremo, sullo stesso palco che ha calcato per ben cinque edizioni del nostro Festival più luminoso, Fiorella Mannoia ha sbaragliato gli ostacoli e ci è riuscita. Se mi chiedeste quant’è durato il concerto, onestamente non saprei dirvelo, perché il tempo si è fermato quando una delle mie cantanti italiane preferite ha intonato le note del primo pezzo, seguita da uno dei più brillanti pianisti che abbia avuto il piacere e la fortuna di ascoltare.

L’alchimia tra questi due artisti era talmente intensa che per tutta l’esibizione ho avuto l’impressione di spiare da una fessura, come una bambina, l’incontro tra due grandi amici che avevano moltissimo da raccontarsi; la poesia, prim’ancora che nel loro talento, è stata nel loro affezionato sodalizio, nella loro chimica di artisti appassionati e complici. Ho saputo che è stata loro la scelta smantellare il palco di luci ed effetti speciali che in genere fa da cornice alle esibizioni, lasciando l’Ariston nudo nella sua bellezza storica, la bellezza di un teatro che ha visto sollevarsi le voci dei più grandi artisti italiani; è stata loro la scelta di lasciare accesa solo qualche - centinaia - di candele: dopo averli visti e ascoltati, so che è stato per permettere a tutti noi di partecipare a un incontro a lume di candela, invitarci a questa meravigliosa chiacchierata tra vecchi amici.

Sono tornata bambina, ragazzina, ascoltando alcuni dei pezzi che ricordo di aver cantato a squarciagola mentre mi preparavo per uscire con le amiche, o ascoltato a tutto volume nei momenti di tristezza, ma mi sono emozionata più di allora, perché da donna adulta ho trovato la colonna sonora perfetta per i miei ricordi più dolci. Anche qualche malinconia, sì, è vero: ma è l’impronta che i grandi artisti lasciano sul tuo cuore. Varrà sempre la pena di versare qualche lacrima e guastarsi il mascara per Fiorella Mannoia e Danilo Rea.

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